TESI

“Il paesaggio sonoro del mondo è una composizione indeterminata sulla quale non possediamo alcuna disponibilità di controllo, oppure ne siamo noi stessi i compositori e gli esecutori, siamo noi i responsabili della sua forma e della sua bellezza?”  R. Murray Schafer

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Partendo dallo studio del testo Il Paesaggio Sonoro di R. Murray Schafer e approfondendo le teorie riguardanti l’ecologia acustica, ovvero lo studio degli effetti prodotti dall’ambiente acustico sulle caratteristiche fisiche e sui modelli di comportamento degli esseri che vi abitano, voglio sfruttare il Casello all’Arco della Pace come spazio in cui il visitatore prenda consapevolezza della propria presenza e del proprio ruolo di esecutore, autore ed ascoltatore all’interno del paesaggio sonoro che lo circonda.

Uno spazio pervaso da una struttura sensibile, che reagisce alla presenza umana, al suo movimento e che esplora il rapporto uomo-ambiente.
Un percorso in cui si passa gradualmente dall’esterno all’interno, dal rumore della città fino al silenzio.

Il percorso è composto in 3 parti
1_ AMPLIFICARE I SUONI DELLA CITTA’, TRAFFICO
2_GRADUALE ISOLAMENTO DAI SUONI ESTERNI
3_ISOLAMENTO TOTALE camera anecoica

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” Il paesaggio sonoro del mondo sta cambiando. L’universo acustico in cui vive l’uomo moderno è radicalmente diverso da ogni altro che l’ha preceduto. Suoni e rumori nuovi, di qualità e intensità diversa dai suoni e dai rumori del passato. Sono stati più volte sottolineati i pericoli legati alla diffusione indiscriminata e imperialistica di un numero sempre maggiore di suoni  e sempre più potenti in ogni angolo della nostra vita. L’inquinamento acustico rappresenta oggi un problema mondiale e il paesaggio sonoro sembra avere ormai raggiunto il massimo della volgarità.

Secondo molti autorevoli esperti, se questo problema non verrà rapidamente preso in considerazione, il punto di arrivo sarà una sordità universale. Abbiamo inquinamento sonoro quando l’uomo non ascolta più con attenzione, quando ha imparato a ignorare quei suoni che sono i rumori.

Per combattere l’inquinamento sonoro, gli si contrappone oggi la riduzione del rumore. Ma si tratta di un approccio meramente negativo. Dobbiamo invece far si che gli studi sull’acustica ambientale abbiano un significato, un valore positivo. Quali sono i suoni che desideriamo conservare, privilegiare, moltiplicare? Quando lo sapremo, saremo in grado di riconoscere con sufficiente chiarezza i suoni fastidiosi o nocivi, e sapremo anche perché dobbiamo eliminarli. Solo una complessiva rivalutazione dell’ambiente acustico può permetterci di migliorare l’orchestrazione del paesaggio sonoro del mondo. Per anni ho lottato perché nelle scuole si tenessero dei corsi di “pulizia dell’orecchio” e perché nelle fabbriche venissero eliminati gli audiometri.

 

PAESAGGIO SONORO HI-FI  _ LOW-FI

Nell’esaminare il passaggio dal paesaggio sonoro rurale a quello urbano, mi servirò di due termini che richiedono una breve digressione: hi-fi(high – fidelity,alta fedeltà) e lo-fi (low – fidelity, bassa fedeltà).

Un sistema hi-fi è un sistema caratterizzato da un rapporto segnale/rumore soddisfacente. Il paesaggio sonoro hi-fi è quello in cui il basso livello del rumore ambientale permette di udire con chiarezza singoli suoni in maniera discreta. In genere la campagna é un ambiente a maggiore alta-fedeltà rispetto alla città, e cosi é per la notte rispetto al giorno, per i tempi antichi rispetto a quelli moderni.  Nel paesaggio sonoro hi-fi i suoni si sovrappongono con minore frequenza; esiste la prospettiva, c’e un primo piano e c’e uno sfondo

La serena calma del paesaggio sonoro hi-fi permette un ascolto a maggiore distanza, nello stesso modo in cui in un paesaggio rurale è possibile una visione a largo raggio. La città riduce tale possibilità di ascolto (e di visione) a distanza e questo costituisce una delle più importanti trasformazioni nella storia della percezione.

 In un paesaggio sonoro hi-fi i singoli segnali acustici si perdono all’interno di una sovrabbondante presenza sonora. La prospettiva non esiste più. A un incrocio in una città moderna è abolita qualsiasi distanza, abbiamo soltanto presenza. C’e interferenza su tutti i canali e anche i suoni più ordinari per essere uditi devono venire amplificati.

  Marshall McLuhan ha scritto che l’uomo ha scoperto la natura soltanto dopo averla distrutta. La stessa cosa vale per il paesaggio sonoro naturale.

 L’ascolto focalizzato, che implica l’esistenza di una distanza che separi l’ascoltatore dal’evento sonoro, si disintegra di fronte alle mura sonore del mondo moderno. Il moderno paesaggio sonoro low-fi che ci circonda è privo di prospettiva. Piuttosto i suoni massaggiano l’ascoltatore con la loro continua presenza. “

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